Archivio per Ottobre, 2007

Una questione di fiducia

 

Repubblica.it, sito web dell’omonimo quotidiano cartaceo, porta avanti dall’insediamento del Governo Prodi un sondaggio in cui chiede agli intervistati il loro grado di fiducia nel Presidente del Consiglio, nel Governo, nei singoli Ministri e infine nei partiti politici tutti.

Il fatto curioso è che, mentre tutte le maggiori testate abbiano dato grande risalto al calo di fiducia nei confronti di Premier ed Esecutivo, i dati riguardanti la fiducia nei Ministri e nei Partiti Politici sono stati totalmente ignorati.

E dire che invece sono i più interessanti!

Nonostante l’accento meridionale e la leggera balbuzie, Tonino Di Pietro è (anzi, si conferma) il Ministro di cui la gente si fida di più! Dividono il secondo gradino del podio Luigi Nicolais e Pier Luigi Bersani.

Nella classifica di tutti i partiti, si dividono la vetta della classifica Italia dei Valori e Alleanza Nazionale, seguiti da Forza Italia (il Partito Democratico non esiste per me; non si è mai presentato ad una consultazione elettorale e non trovo corretto sommare semplicemente i voti di DS e Margherita).

Come interpreto questi dati? Con una sola parola: COERENZA.

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Sono democratico. Quindi non voto.

Il 14 ottobre si svolgerà l’elezione del leader del nascente Partito Democratico, ossia Walter Veltroni.

Dato che non sono previste elezioni successive, chiamarle “primarie” non ha senso, ma a tutti sono piaciute quelle dell’Ulivo di due anni fa e poi fa sempre scena dire “elezioni primarie” , fa un po’ America.

Io non andrò a votare perché il mio leader di partito è Antonio Di Pietro. E Di Pietro non è tra i candidati.

E allora? Bisogna nominare il leader del PD, mica il mio leader.

Vero, tranne che per un dettaglio: Di Pietro avrebbe voluto correre per la leadership, ma hanno respinto la sua candidatura.

Non hanno fatto scegliere alla gente, hanno scelto loro; e non è che si fosse presentato Berlusconi.

Di Pietro è un Ministro della Repubblica, è sempre stato un fedele alleato della coalizione di centrosinistra e ha un curriculum impeccabile. Perché per votare al Senato è un “compagno”, ma non può correre la sua gara?

Ma allora che elezioni sono? Si sta chiedendo alla gente di scegliere un leader oppure si vuole solo legittimare una scelta già fatta da Fassino e Rutelli, mettendoci il timbro “scelto dal popolo”?

Non mi piace per niente. Mi dispiace, ma questo partito di democratico mi pare abbia solo il nome.

E a me non basta.

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Le tasse sono una cosa bellissima.

Proprio l’altro giorno criticavo il Ministro Padoa bumbum Schioppa per la sua uscita dei “bamboccioni”; oggi dice che «Le imposte sono una cosa civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come salute, sicurezza, istruzione e ambiente.».

E sapete cosa gli rispondo?

Signor Ministro Tommaso Padoa bumbum Schioppa, sono perfettamente d’accordo con lei e apprezzo molto che finalmente un Ministro dell’economia abbia avuto le palle di dire una cosa così scomoda.

Le tasse mi hanno permesso di studiare, mi hanno permesso di curarmi quando mi sono ammalato (consiglio a tutti il film Sicko di Michael Moore per vedere come stanno i fortunati che non pagano le tasse per la sanità…), hanno permesso negli anni di dare a tutti l’elettricità, il gas e il telefono, hanno permesso la costruzione di strade, rotaie e aeroporti e mille altre cose.

Chi dice che le tasse siano qualcosa di brutto è stupido o in malafede e nei commenti alle dichiarazioni del Ministro appaiono rappresentanti di entrambi gli esempi.

Se l’assist è troppo ghiotto per i rappresentanti dell’opposizione, ed è normale che ci si tuffino a pesce con i soliti commenti per far annuire le gentaglia con QI=0,001, mi fa infuriare che Daniele Capezzone, Radicale, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, dichiari: «Dopo aver insultato qualche milione di giovani italiani trattati, grosso modo, come un branco di ragazzini che faticano a staccarsi dalla mamma, il ministro Padoa-Schioppa afferma che le tasse sono ‘una cosa bellissima’. Non si sa cosa pensare: forse una gaffe, l’ennesima, forse una beffa crudele ai danni dei contribuenti, forse molto semplicemente il fatto che Tommaso Padoa-Schioppa ha perduto il contatto con la realtà del Paese che dovrebbe governare. Un ministro o un marziano a Via XX Settembre?».

Grazie Capezzone, sei davvero un alleato prezioso, dato che fai parte della Maggioranza di Governo.

Con quel tuo visino da bravo ragazzo e le tue dichiarazioni sempre misurate e calcolate alla Rutelli, sono certo che a te non capiterà mai un a dichiarazione sincera-anche-se-scomoda.

Solo una domanda: senza i soldi delle tasse, tutte le tue belle Attività Produttive come le paghi? Con una colletta?

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Bamboccione a chi, Signor Ministro…?

Su corriere.it di ieri leggo una dichiarazione del Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa che mi fa accapponare la pelle: grazie agli sgravi fiscali agli inquilini in affitto contenuti nella prossima Legge Finanziaria “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”.

Non prendo mai per oro colato quello che riportano i giornalisti e concedo il beneficio del dubbio al Ministro Padoa bum-bum Schioppa, il quale però ancora non ha smentito.

Vado quindi a curiosare sulla pagina di Wikipedia dedicata al Ministro e leggo nella sua biografia: “Figlio di Fabio Padoa-Schioppa, amministratore delegato delle Assicurazioni Generali, ha frequentato il liceo classico a Trieste. Laureato in economia all’Università Bocconi di Milano nel 1966, Master in economia dal MIT di Boston nel 1970, inizia la sua carriera professionale nella Brenninkmeyer per poi passare alla Banca d’Italia (1968).”

Bene Signor Ministro, posso comprendere che lei non abbia la minima idea di ciò di cui sta parlando e mi permetto di darle una piccola delucidazione; vivo in affitto da circa sette anni mantenendomi da solo e credo di essermi fatto una discreta idea della situazione.

I giovani, anche laureati, che non hanno la fortuna di esser figli del CEO di Generali entrano nel mercato del lavoro con stipendi ridicoli (800€/mese quando va bene), e le condizioni non si può dire che migliorino con gli anni; se l’argomento la interessa le consiglio di leggere il libro “Schiavi Moderni”, scaricabile gratuitamente a questo link.

Il canone mensile di affitto di un monolocale a Milano non è mai meno di 450€; andando in condivisione con un’altra persona ce la si può forse cavare con 400€; avanzano quindi 400€ per pagare la spesa alimentare, le bollette, i mezzi pubblici (o benzina ed rc-auto, se ti concedi il lusso delle quattro ruote), il vestiario, la ricarica del cellulare (grazie Bersani!) e gli eventuali divertimenti.

Certo si può forse sopravvivere, ma di sicuro non con la prospettiva di riuscire un giorno a comprare una casa propria.

E allora, Signor Ministro, non me la sento proprio di biasimare i miei coetanei che, pur lavorando, stanno a casa con i genitori finché non hanno abbastanza denaro per pagare le spese di acquisto di una casa col mutuo al 100%.

Se avessi avuto una famiglia come la loro, anche io avrei fatto lo stesso.

Giusto per la cronaca, le detrazioni fiscali ammonterebbero nella migliore delle ipotesi a 991,60€ in tre anni, cioè 330,53€ all’anno, cioè un risparmione di 27,54€ al mese!

Grazie Ministro Tommaso Padoa bum-bum Schioppa; ora il mio futuro è davvero molto più roseo…

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